III – ARTE E LAVORO. Odoardo Neri e la Scuola serale di Gonzaga

a cura di Fabio M. Cavazzoli, 2001

Nel testamento che Odoardo Neri rivolse alle autorità e all’intera popolazione gonzaghese, poco prima di togliersi la vita il 19 settembre del 1940, era espresso l’auspicio che la Scuola Arte e Lavoro non finisse con lui, ma «restasse in vita» e continuasse a prosperare per «aiutare i giovani operai nei loro mestieri e prepararli per le esigenze delle industrie moderne». Neri proseguiva ricordando che da 20 anni questa istituzione rappresentava lo scopo della sua vita di didatta e artista; «il paese, che le buone cose le comprende e le apprezza mi ha sempre ammirato e circondato di stima e di sincera simpatia; desidero che questa simpatia mi sia conservata anche nell’ombra… dico addio al paese che mi è stato ospitale e che io ho amato come quello di origine», vale a dire Faenza.
In questo centro della Romagna, famoso in tutto il mondo per l’antica industria della ceramica, Neri era nato il 19 dicembre 1881 e trascorse gli anni della sua formazione artistica frequentando Baccarini, Nonni, Toschi – oltre a Rambelli e Drei, due fra i più celebri scultori – e facendo parte del “Cenacolo baccariniano”, un punto di riferimento per la cultura italiana tra gli anni Dieci e Venti del Novecento. Gli amici più devoti li ebbe in Arcangelo Salvarani, Emilio Gilioli, Tino Pelloni, che gli dedicarono anche sentiti ritratti.
Gonzaga aveva permesso a Neri di concretizzare la sua «più grande aspirazione», consistente nell’«avere la direzione di una scuola a cui dare tutta la sua mentalità artistica, tutto un indirizzo didattico unico e rispondente alle moderne esigenze», ricevendone in cambio una scuola d’indubbio prestigio e dagli ottimi risultati. La tranquillità, che la sicurezza del posto di lavoro gli consentiva, fu certamente di sprone alla sua produzione pittorica, stimolando la componente artistica al punto di farne uno dei più palpitanti interpreti dell’immagine del paesaggio Padano.
L’amministrazione comunale di Gonzaga raccolse l’invito contenuto nel testamento di Neri e mantenne in vita la scuola anche nel secondo dopoguerra sino al 1970.

Indice:
Donatella Callegari, Antonella Forattini
FAENZA E GONZAGA PER ODOARDO NERI
Luigi Cavazzoli
LA SCUOLA ARTE E LAVORO DI GONZAGA (1910-1970)
I — Dalle origini alla seconda guerra mondiale
1. Le scuole “Arti e Mestieri” nella società mantovana
2. Una scuola di disegno in un paese agricolo
3. I risultati incoraggianti della scuola di disegno
4. La proposta di riordino della scuola
5. Gli anni della prima guerra mondiale
6. L’inizio delle lezioni al suono della campana civica
7. Gli anni dello squadrismo
8. Odoardo Neri direttore a vita della scuola
9. La realizzazione del monumento ai caduti
10. La nuova e definitiva sede della scuola
II — Guerra e dopoguerra
1. La tragica scomparsa di Neri
2. Il secondo dopoguerra
3. Il lavoro come arte
Renzo Margonari
UNA FREDDA GIORNATA D’ARTE.

Categoria: Arte, Novecento Gonzaghese Comment »


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