La battaglia partigiana di Gonzaga

Luigi Cavazzoli
LA BATTAGLIA PARTIGIANA DI GONZAGA

La modestia del titolo: La battaglia partigiana di Gonzaga, non deve trarre in inganno perché il volume non contiene semplicemente la puntuale ricostruzione di quello scontro armato, in quanto tale azione, circoscritta nello spazio e nelle sue ripercussioni, diviene motivo per proporre, con ottimi risultati, un modello per la ricostruzione della storia locale come elemento componente e di confronto con la storia nazionale. E niente può essere più valido per tutto ciò della utilizzazione  di un particolare e significativo episodio della lotta armata nella Resistenza.
Il movimento partigiano fu, per sua natura, movimento dal basso deve pertanto essere studiato, essendosi, in larga misura, affidato nelle sue vicende alle capacità autonome del singolo o del piccolo gruppo di “amici”, il quale fece le proprie esperienze nel vivo delle questioni particolari direttamente costruite e vissute.
Nel caso in esame siamo di fronte a una concreta ricostruzione di storia locale che non cade, come troppo spesso accade, nel “dramma” della cronaca paesana o della ricostruzione campanilistica. Anzi, nella struttura complessa e di ampio respiro del volume, l’autore mostra grandi capacità non solo, ma anche di organizzazione della ricerca stessa ed una attenzione alle fonti, archivistiche e testimoniali, molto acuta, unita con una precisa conoscenza del dibattito storiografico in corso.
Siamo di fronte non solo, quindi, ad un utile strumento didattico messo a disposizione delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, ma di un vero e proprio “manuale” su come fare ricerca storica, su come si possono usare le varie fonti, su come le si debba ritrovare, leggere, interpretare, mostrando di volta in volta, il procedere e il crescere della ricerca in maniera trasparente.
Tutto ciò consente di avvicinarsi alla storia, ed in particolare alla storia della lotta di liberazione, in un modo nuovo e, innanzi tutto, in un modo che esclude quegli eccessi di retorica che, in troppi casi hanno limitato il valore delle pubblicazioni e degli studi, ma soprattutto hanno impedito una conoscenza reale di molti episodi.
A ben vedere la battaglia di Gonzaga rappresentò uno dei pochissimi episodi di battaglia urbana combattuti nella Repubblica sociale italiana, nel corso dei venti mesi della storia militare della resistenza (escludendo, come ovvio, la fase insurrezionale del 25 aprile 1945), qualora si tengano presenti le forze in campo che essa mobilitò, l’importanza strategica del “teatro” in cui si svolse, il numero delle vittime e la risonanza che ebbe. Inoltre va sottolineato che essa rappresentò un episodio “offensivo” dei partigiani, in quanto si trattò di una battaglia costruita e cercata dalle forze della resistenza, con una tattica mirata a colpire più obiettivi e ad immobilizzare contemporaneamente tutte le forze nemiche in campo (dall’Introduzione di Luciano Casali, docente di Storia contemporanea nell’Università di Bologna).

Luigi Cavazzoli. Della sua notevole produzione si cita solo quella dedicata alla guerra e alla Resistenza: La battaglia partigiana di Gonzaga, Marsilio, Venezia 1984; Idem, seconda ed., Comune di Gonzaga e Istituto mantovano di storia contemporanea, Mantova 1990. Attorno alla Chiesa «come non mai». Clero e fedeli a Mantova negli anni della seconda guerra mondiale, «Storia in Lombardia», 3/1988. La gente e la guerra, F. Angeli, Milano 1989. «È un tipo strano, un uomo normale». Stress psichico e fronte interno nel secondo conflitto mondiale, «Storia e problemi contemporanei», Editrice Clueb Bologna, n. 10, ottobre 1992. Guerra e resistenza, Mantova 1940-1945, Editrice Postumia, Gazoldo degli Ippoliti 1995. La Resistenza armata: il caso di Mantova, in «Storia in Lombardia», 2-3, 1998. Introduzione a Livia Calciolari, Attacco partigiano nella notte, editoriale Sometti, Mantova 2005. (con don Stefano Siliberti), La sete di pace. Clero e fedeli della diocesi di Mantova nella seconda guerra mondiale, Diabasis, Reggio Emilia, 2005.

Categoria: Novecento Gonzaghese Comment »


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