Mario De Biasi, Zingari nel cuore della fiera Millenaria 1953

a cura di Fabio M. Cavazzoli, 2003, pp. 95

Mario De Biasi, Zingari nel cuore della fiera Millenaria 1953, è il titolo della Mostra e del relativo catalogo con il quale il Circolo culturale «I. Bonomi» e la fiera di Gonzaga hanno ricordato il Convegno internazionale degli zingari, svoltosi cinquant’anni or sono sui prati della Millenaria. De Biasi, maestro della fotografia italiana, è un nome troppo noto e non necessita di presentazione; nel settembre 1953 fu inviato a Gonzaga da «Epoca», che l’aveva assunto pochi mesi prima, assieme al giornalista statunitense William Demby, per un servizio dedicato agli zingari. Le 72 foto allora scattate non vennero pubblicate, per cui in mostra compariranno immagini inedite ed eccezionali di una Fiera memorabile.
Nel luglio del 1953 la maggior parte dei quotidiani italiani e alcuni stranieri, annunciarono un «Convegno internazionale degli zingari», da tenersi nei giorni 7, 8 e 9 settembre dello stesso anno, nell’ambito della fiera di Gonzaga. La notizia mobilitò a tal punto le redazioni dei mass-media del tempo che non si conoscono casi precedenti, oppure del periodo successivo a quello ricordato, in cui la carta stampata, la radio e la cinematografia abbiano riservato una pari attenzione nei confronti di questo popolo e della Fiera. Gli aspetti delle popolazioni zingare, più di altri messi in risalto dalla stampa e impressi dalle fotocamere e dalle cineprese, furono quelli «pittoreschi», di «mistero» e apparentemente contraddittori dei loro comportamenti; ma vi furono dei giornalisti che utilizzarono il Convegno per cercare di capire e di spiegare ai lettori chi erano gli zingari e di ricostruire, seppure necessariamente per sommi capi, la loro storia bimillenaria.
«Vedere dopo cinquant’anni un mio lavoro, di quando ero alle prime armi e realizzato con un solo obiettivo (oggi non riuscirei più, abituato come sono a utilizzare vari obiettivi con lunghezze focali, dal super grandangolare, al macro, che uso moltissimo, ai teleobiettivi) — afferma De Biasi — è stata una esperienza entusiasmante e sorprendente… Notevolmente sorprendente è stato poi constatare, scorrendo i provini, che dei 6 rulli scattati con la Rolleiflex, cioè 72 fotografie, non ce n’era una sola da scartare». Osservando con le dovute curiosità e attenzione le 72 foto riprodotte nel catalogo ed esposte nella mostra, si è portati a dire che «ci piacciono, ed ancor più ci entusiasmano… anche per l’umiltà del loro rapporto fra cosa rappresentata e modo di rappresentazione… sono ricche di proposte culturali, guardano alla bellezza come ad un momento esaltante ma non definitivo, scelgono la via del rapporto con l’intelligenza… costituiscono un esempio irripetibile», come irripetibile è la fiera del 1953.
L’apertura della mostra avrà luogo sabato 6 settembre alle ore 18,00, alla presenza dell’autore; nell’occasione saranno festeggiati i cinquant’anni di professione di questo maestro della fotografia, al quale sono già state dedicate tre tesi di laurea come si conviene ad un autore collocato fra i classici. Un’unica festa, dunque, per una fiera «speciale» e un fotoreporter altrettanto «speciale» che nel 1953 ebbero in comune l’avvio di una splendida stagione di successi, lunga già mezzo secolo.

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