VI – La fiera di Gonzaga dalle origini a fine ottocento

D. Bernardelli, E. Castelli, L. Cavazzoli, C. Prandi, G.V. Ruffi, N. Tedeschi, 2003

Indice:
Enrico Castelli
LA FIERA AL TEMPO DEI GONZAGA
Alle origini della Fiera Nascita della Fiera dell’8 settembre
Il Convento e la Fiera assegnati ai Carmelitani
L’organizzazione militare e sanitaria della Fiera
Fonti archivistiche e bibliografia

Debora Bernardelli
«PRESTIGIO E MAGNIFICENZA» DEL CASTELLO
Un castello strategico e inespugnabile
La realizzazione di un palazzo signorile
Il soggiorno a Gonzaga di Galeazzo Maria Sforza
Le caratteristiche del palazzo marchionale
La demolizione del castello
Fonti archivistiche e bibliografia

Gabriele Vittorio Ruffi
IL CONVENTO DI SANTA MARIA E LA FIERA
Premessa metodologica
Francesco II Gonzaga e frate Gerolamo Redini
La costruzione del convento e della chiesuola
I Carmelitani e la Fiera
L’ex convento dalla fine del secolo XVIII ai giorni nostri
Bibliografia

Carlo Prandi
LA FIERA, LA «MADONNA DEI MIRACOLI», LA VITA RELIGIOSA TRA XVIII E XX SECOLO
La storia religiosa: problemi di metodo
Il pianto e la scomparsa della «Mater Misericordiææ»
La Madonna dei Miracoli e la Fiera
Fonti archivistiche e bibliografia

Luigi Cavazzoli
LA FIERA NEI SECOLI XVIII E XIX
Dai Gonzaga agli Asburgo
La Fiera nel Settecento
La Fiera nella prima metà dell’Ottocento
I progressi dell’agricoltura
Il boom delle fiere di fine secolo
Fonti archivistiche e bibliografia

Nani Tedeschi
UNA FIERA «FANTASTICA»

L’ordine con cui sono stati collocati i saggi risponde sia al requisito di rispettare un minimo di sequenza cronologica degli eventi, sia a quello del grado d’importanza da quest’ultimi assunto; quando la Fiera nacque, il castello era già una realtà in grado di esprimere appieno, soprattutto in un luogo di confine, il potere del principe, che vi aveva per questo realizzato un palazzo in grado di infondere sicurezza e, nello stesso tempo, di fornire «prestigio e magnificenza» negli ospiti di rango e nel popolo. In quella particolare stagione di attenzione dei Gonzaga verso il luogo d’origine e dal quale presero il nome, sorse anche la Fiera (1495), inizialmente di un solo giorno e comunque in grado di assicurare ulteriori entrate alla «Camera ducale»; un fatto, dunque dal carattere prevalentemente economico, mentre il convento fu la conseguenza di un evento ritenuto miracoloso, che avrebbe salvato la vita al duca. Nel caso in esame la diplomazia, l’economia e la religione finirono per costituire un triangolo i cui vertici, trasferiti in una mappa, avrebbero incontrato, rispettivamente, il Castello, la Fiera e il Convento, per formare un circuito virtuoso in cui i rapporti del principe con la sua Fiera, seppure assegnata in gestione ai frati, rappresentarono il fattore dinamico (cfr. i contributi di Bernardelli, Castelli e Ruffi). In questa fase, durata dal XV al XVII sec., la Fiera conquistò, grazie alla perseveranza dei Carmelitani, gli stessi privilegi che i Gonzaga avevano in precedenza accordato alle fiere delle Grazie e di Revere, e li utilizzò proficuamente per divenire ben presto importante come le altre due. Il citato «triangolo» scomparve quando il Convento fu soppresso e il Castello demolito (XVIII sec.); la Parrocchia, che ne era rimasta fuori a causa anche dei conflittuali rapporti esistenti con il Convento, non mutò il suo atteggiamento nei confronti della Fiera, che continuò ad essere caratterizzato dal «silenzio» reciproco. Prandi ricostruisce da par suo e in modo convincente le ragioni che stanno alla base del «Santuario mancato» (la chiesa priorale) e dell’intervenuto distacco del momento della devozione alla Madonna dei Miracoli da quello della Fiera. Il priore don Antonio Artioli bene esprimeva questa condizione in uno scritto del 1934: «Oh! sì! giorni di fiera i giorni scorsi — giorni di fiera! Sotto il risveglio di un sole che improvvisamente sfoderò tutta la sua potenza, noi vedemmo per qualche giorno la nostra borgata cambiarsi in popolosa città. Per qualche giorno una fiumana immensa di uomini, una folla senza numero di persone popolò le nostre piazze, calcò le nostre strade, s’aggirò e si pigiò per il nostro centenario mercato; per parecchi giorni fummo storditi dal muggito di buoi, da l’urlo di sirene, dal frastuono di alto parlanti, da grida di strilloni, per parecchi giorni fummo quasi forestieri in casa nostra e chiedemmo se il sollazzo di una fiera volesse dire la schiavitù delle nostre persone! Tali erano i giorni!».
Nella prima metà dell’Ottocento la fiera era ancora ritenuta «importante ed uguale a quella di Revere», che a sua volta era «simile a quella di S. Martino», cioè ad una delle principali fiere, «come quelle di S. Antonio e delle Grazie», mentre a fine secolo era valutata la «principale della Provincia» in base alla «quantità degli articoli» che in essa avevano «spaccio». Cavazzoli dà conto di questa escalation utilizzando una ricca documentazione fatta di stime e di valutazioni comparate delle rassegne fieristiche mantovane, nell’arco dell’intero secolo, e del processo di modernizzazione in atto nell’agricoltura, specie nell’area più direttamente interessata dalla fiera di Gonzaga. I progressi fatti registrare dall’agricoltura virgiliana nel corso dell’Ottocento, misurabili concretamente nel miglioramento delle tecniche colturali, nei mutamenti delle rotazioni e nell’espansione dei valori di produttività, avvennero in sintonia con il boom del numero delle fiere verificatosi soprattutto dopo l’unità d’Italia.
Una sede stabile della notevole superficie di circa 10 ettari, il fatto di collocarsi in un luogo privilegiato dove la Lombardia incontra l’Emilia e il Veneto; un’agricoltura fra le più avanzate affiancata da un solido polo industriale, sono altrettanti fattori che in varia misura hanno concorso a far sì che nell’arco di tempo compreso tra l’inizio del Settecento e la fine dell’Ottocento la fiera di Gonzaga sia passata dalla qualifica di «fiera importante» alla stregua di altre consorelle, al riconoscimento di «massima importanza» tra le numerose fiere della provincia di Mantova.


Categoria: Novecento Gonzaghese Comment »


Lascia un commento



Back to top